Consiste nell’eliminazione delle borse sotto-oculari e/o delle grinze palpebrali, al fine di ringiovanire l’aspetto del volto (chirurgia antiaging).
La vivacità dello sguardo e la trasparente bellezza degli occhi perdono, con l’avanzare degli anni, buona parte della loro intensità a causa dell’invecchiamento della “cornice”. Una cornice composta dalle palpebre superiori e inferiori, il cui deterioramento riduce il campo visivo e toglie luminosità al viso. In casi non rari, il fenomeno è dovuto a fattori congeniti, per cui la correzione chirurgica è possibile anche in giovane età. La blefaroplastica mira ad eliminare le borse sotto-oculari, asportando la pelle in eccesso e, se necessario, il tessuto adiposo situato intorno all’orbita. Il solco palpebrale e il margine ciliare nascondono le cicatrici, quindi non sono visibili. Raramente, passata una decina d’anni, a causa di un processo naturale di avvizzimento, può essere necessario un ritocco.
La blefaroplastica è indicata nei seguenti casi:
-occhiaie marcate e depressione dermica periorbitale;
-rughe di espressione(“zampe di gallina”);
-borse sotto oculari causate da formazione adiposa ;
-forma delle palpebre inclinata verso il basso;
-cute in eccesso sopra gli occhi;
-rigonfiamento delle palpebre, non solo antiestetici, ma spesso causa di lacrimazione, arrossamenti e riduzione del campo visivo.
L’intervento di blefaroplastica si effettua in anestesia locale e dura circa dai 20 ai 60 minuti, richiedendo una permanenza in clinica di 5-6 ore.

LE TECNICHE CHIRURGICHE
La metodica più diffusa e consolidata ormai da vari anni consiste nell’asportare due lembi di pelle a forma di lunetta compresa una piccola quantità di grasso nelle parti interessate.
Così procedendo, l’epidermide si distende. Viene poi praticata un’incisione nella palpebra superiore ed una in quella inferiore, indi si asporta il grasso fuoriuscito e si riplasma il muscolo. Non necessariamente l’intervento deve riguardare entrambe le palpebre (blefaroplastica completa), ma anche soltanto le superiori o inferiori. Una variante procedurale consente di situare la cicatrice nella parte interna della palpebra, col beneficio di ottenere una miglior ridistensione dell’occhio.
Esiste anche un altro tipo di procedura chirurgica, nata e perfezionata in Giappone, dove è molto elevata la richiesta per correggere il taglio degli occhi rendendolo meno “orientaleggiante”. Viene pertanto applicato anche per ingrandire l’occhio e rialzarne il taglio, quando la palpebra superiore è appesantita e rilassata. Rispetto al metodo sopra citato, si interviene anche sul muscolo palpebrale sulla cui parte centrale viene praticata una piccola incisione, bloccando la zona in basso con punti permanenti alla membrana che copre l’osso sull’angolo laterale esterno dell’occhio. La cicatrice non è visibile, perché nascosta tra le pieghe naturali sopra il solco della palpebra. Dopo 2-4 giorni verranno rimossi i punti di sutura e già si potrà applicare il trucco. I leggeri lividi scompariranno nel giro di 8-10 giorni, mentre per il gonfiore residuo occorreranno 2-3 settimane.

LIFTING VISO CHIRURGICO
Il numero di donne insoddisfatte della loro immagine è in rapido aumento. E’ il viso la parte del corpo che più contribuisce a creare questa accesa discontentezza in quasi l’80% della popolazione femminile. Il fenomeno riguarda in buona parte le donne in età compresa tra i 40 e i 60 anni, età in cui si manifestano cedimenti cutanei evidenti e pieghe perilabiali.
E’ un intervento, chiamato ritidectomia, indicato quando il naturale invecchiamento della pelle, danneggia l’immagine del viso, rendendolo rugoso e disarmonico.
Il lifting chirurgico contribuisce a ringiovanire l’aspetto del volto proprio perché vengono eliminate le rughe e le borse, riportando alla loro forma originale i muscoli di supporto. Le aree facciali interessate sono il sottomento, le guance e i lati della bocca.
Il lifting del viso, che richiede una provata perizia chirurgica, mira a ricreare quelle armonie che, con l’età, sono venute a mancare. Ridona tono muscolare e uniformità ai tratti periferici che delimitano la forma dell’occhio. Non esiste uno standard nei risultati, poiché ogni caso è diverso. Occorre tener conto della situazione specifica in cui si trova il soggetto: condizioni della pelle, effetto su di essa dell’esposizione ai raggi solari, tipologia del tessuto osseo, varie altre condizioni.
Quando l’età è giovane, si può intervenire con il cosiddetto mini-lifting, un intervento di facile attuazione, in anestesia locale, ma di modesta efficacia. Un lifting completo offre decisamente un risultato più duraturo, specialmente quando si superano i 40 anni di età. Si interviene sull’area della mandibola, degli zigomi e delle tempie. Si pratica un’incisione nel cuoio capelluto, lungo le tempie in linea discendente seguendo la linea del padiglione auricolare, fra le cui cartilagini si cala. L’incisione termina dietro all’orecchio dove la cicatrice resta seminascosta. Se necessario, il lifting può essere effettuato in contestualmente con intervento di blefaroplastica.
Riepilogando, il lifting viso è consigliabile presentandosi queste caratteristiche:
-aspetto del volto visibilmente invecchiato;
-cedimento dei tessuti sul viso;
-rughe e grinze perilabiali, nasogeniene, sulla fronte, periorbitali, cedimento delle sopracciglia, “zampe di gallina” (rughe di espressione);
-rilassamento o eccesso di cute nel collo, nel sottomento e in area mandibolare.
Il tempo necessario per l’intervento in caso di lifting completo, varia tra 2 e 4 ore in anestesia locale abbinata a sedativi, o in anestesia totale secondo i casi. Degenza per una notte.
Entrando nei dettagli, la tecnica consiste nello scollamento e nella tensione della pelle del viso, previe incisioni dietro e attorno il padiglione auricolare. La pelle in eccesso viene asportata e i tessuti muscolari di supporto vengono riplasmati e stirati.
Per le persone relativamente giovani si applicano tipologie di lifting aventi come obiettivo primario il riassestamento dei tessuti endotermici. Così facendo si produce un effetto di ringiovanimento senza una reale modifica della forma come avviene con lo stiramento classico. Le zone interessate della correzione sono prevalentemente gli zigomi e l’area interorbitaria. Vengono scollate cute e fasce muscolari fino alla superficie delle tempie, tirandole verso l’alto e verso la nuca. La pelle che eccede viene rimossa. Affinché le cicatrici siano poco visibili, le incisioni si effettuano sul cuoio capelluto e nei solchi naturali del viso.

LIFTING TEMPORALE
E’ un intervento indicato quando si verifichi un andamento della linea dei sopraccigli verso il basso,  a causa dell’invecchiamento cutaneo o per conformazione naturale. E’ altresì indicato per correggere le pieghe d’espressione formatesi ai lati esterni degli occhi, verso le tempie (“zampe di galline”). Tramite un’incisione a forma di losanga celata tra i capelli, viene sollevato il tessuto muscolare cutaneo sulla tempia. La procedura consente di armonizzare al linea del sopracciglio con i tratti del volto: con riduzione ossea se se è troppo marcato, o con inserimento di una mini protesi se l’arcata è di scarso spessore.

LIFTING FRONTALE/MEDIO FACCIALE
E’ indicato quando la fronte è solcata dalle rughe. Dopo aver inciso il cuoio capelluto in linea orizzontale, da uno all’altro orecchio, si effettua lo scollamento dello strato fibroso che ricopre l’osso. Contestualmente vengono scollati i muscoli corrugatori anteriori, le sopracciglia e il procerus, il piccolo muscolo sito all’origine del naso, tramite punti riassorbibili, si aggancia la pelle e i muscoli, dopo averli sollevati, al cuoio capelluto. Così facendo si previene e si limita la formazione di altre rughe. La procedura può interessare anche la parte laterale dell’occhioe perfino lo zigomo, in modo tale da correggere anche l’ovale del volto.

OTOPLASTICA
Chiamata anche auricoplastica, è una procedura chirurgica che mira alla correzione dei padiglioni auricolari. L’inestetismo oggetto dell’intervento è comunemente conosciuto come “orecchie a sventola” (a ventola è il termine corretto). Ma l’otoplastica è indicata anche per altre malformazioni estetiche delle orecchie.
Quello delle orecchie a ventola è un difetto congenito che non lede la funzione dell’organo uditivo, essendo puramente di tipo estetico e può essere bilaterale o monolaterale. Ne è causa una malformazione della cartilagine del padiglione auricolare che, restando semirigida, non assume la forma concava e rimane appiattita. In alcuni casi il difetto delle orecchie è diverso, limitato soltanto al lobo, o per malformazioni congenite o per avvenuto cedimento della fessura per orecchini. L’otoplastica offre buone soluzioni correttive per ogni genere di inestetismo auricolare, senza, ovviamente, influire sull’udito.
Essendo un intervento mini-invasivo, è indicato anche per i bambini di 5-6 anni di età. Durata dell’intervento: dai 30 ai 90 minuti, con degenza di 4 ore (day hospital). Le cicatrici sono celate nel solco sito dietro al padiglione, quindi praticamente invisibili. La correzione è permanente.
Casi in cui è indicato l’intervento di otoplastica:
-orecchie a ventola, prominenti;
-diversa prominenza tra le due orecchie, cioè asimmetria;
-lobi congenitamente malformati o fessurati;
-dismorfia di entrambi i padiglioni auricolari o di uno soltanto;
-infossature e pieghe della cartilagine asimmetriche.

Premesso che l’otoplastica è un’operazione decisamente semplice, vediamone il procedimento tecnico.
Si opera in anestesia locale con sedazione, rimodellando la parte esterna del padiglione senza lasciare cicatrici in vista. Le incisioni riguardano la piega retrostante l’orecchio. Così facendo è possibile agire sulla cartilagine mediante l’asportazione di un piccolo lembo di pelle a forma ovale nell’area retroauricolare; si conclude con il rimodellamento e la ricollocazione della cartilagine stessa applicando alcuni punti di sutura. Per evitare contatti accidentali con l’orecchio operato, si provvede poi a proteggerlo applicando un cerotto chirurgico e una benda elastica da non rimuovere nei primi giorni post-intervento.


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