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Il seno è parte del corpo femminile che assume, per ogni donna, fondamentale importanza. Un seno pieno e turgido esprime giovinezza e benessere fisico, senza tralasciare l’attrazione sessuale che esercita.
La mastoplastica additiva, mediante un inserimento di una protesi un gel di silicone, apporta volume e plasticita al seno. È ormai provata l’innocuità dell’intervento e numerosi test consentono di considerare il risultato fondamentale, che dona al seno un aspetto naturale e consistente.
Grazie all’attuale tecnica chirurgica, le cicatrici risultano quasi invisibili.
Ovviamente, la ghiandola non subisce alterazioni, per cui non esistono problemi per l’allattamento.
La mastoplastica additiva è indicata nei casi di ipotrofia mammaria, ovvero seno di piccole dimensioni e nei casi di pitosi mammaria, cioè seno cadente e poco consistente.
È inoltre indicata per correggere eventuali asimmetrie tra i due seni o per uniformarli, nel caso differenzino per forme o volume. l’intervento è di breve durata (34-40 minuti circa) con permanenza in clinica di massimo 4 ore (day hospital).
Raggiunta l’età di 18-20 anni, non esistono controindicazioni, per procedere alla mastoplastica.
Le tecniche chirurgiche variano in funzione del posizionamento delle protesi che avviene tramite una sola incisione di piccole dimensioni, applicata lungo il bordo inferiore dell’areola o nella piega sottostante alla mammella, ovvero in zona sottoascellare.
Una tecnica chirurgica molto seguita consente nell’intervento delle protesi in sede retro mammaria sotto ghiandolare, dietro al tessuto se il suo spessore è consistente. Il posizionamento al di sotto del tessuto muscolare privilegia il risultato finale in termini di forma e di volume.
Vantaggi offerti da questa procedura:
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conformazione ottimale della mammella cosi trattata
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indeformabilità della mammella in fasi di tensione del muscolo pettorale
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recupero post-intervento più breve.
Eventuali svantaggi:
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esami mammografi meno agevoli da effettuare per la probabile occorrenza di 2-3 lastre.
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Possibilità che il bordo protesico sia in evidenza (visiva e tattile) nel caso di soggetti con pelle molto sottile.
Offre apprezzabili risultati anche la tecnica basata sull’inserimento della protesi in zona retro muscolare o sottomuscolare. È un tipo d’intervento praticato soprattutto quando si ricerca una certa sottilezza nei tessuti interessati.
Vantaggi:
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scarsa possibilità che il bordo protesico sia in evidenza (visiva e tattile)
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indicato per soggetti con tessuto dermico sottile
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Esami mammografi più agevolati
Eventuali svantaggi:
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possibilità di una conformazione mammellare non ottimale
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deformabilità della mammella in fase tensione del muscolo pettorale.
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Instabilità della protesi col passare del tempo.
Mastoplastica additiva secondo il metodo DermoMedical
Il criterio per stabilire il procedimento più idoneo si basa sui seguenti dati basilari:
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consistenza spessore e qualità del tessuto dermico.
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Forma volume del seno rapporto dimensionale capezzolo/areola.
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Quantità di gel silicone e dimensione della protesi.
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Mantenimento dell’integrità della ghiandola mammaria.
Per un corretto comportamento deontologico, è necessario informare la cliente in modo circostanziato ed esaustivo circa la tecnica chirurgica da eseguire, compresi i relativi vantaggi e gli eventuali svantaggi.
Il volume del seno deve essere proporzionato, ovvero deve armonizzare con le caratteristiche fisiche del soggetto.
Per questo occorre scegliere il procedimento che conferisca al seno un aspetto naturale, è l’aspettativa di ogni donna.
I punti salienti della metodologia innovativa di DermoMedical sono:
- una sola cicatrice “ a scomparsa” o in zona periareolare o celata nella piega sottostante al seno.
- intervento ambulatoriale di breve durata, che non supera i 50 minuti.
- recupero post-operatorio semplice e veloce.
- costi concorrenziali.
Periodo di guarigione
Medicazione moderatamente compressiva per 24 ore. Rimozione delle suture dopo 7-14 giorni. Lieve gonfiore ed ematomi per 1-2 settimane, con eventuale dolore al petto ed alle braccia, muovendolo. Reggiseno contenitivo individualizzato per 1 mese.
Mai eccedere nella dimensione.
Affinchè un seno corretto con la mastoplastica additiva appaia naturale, non si deve proporzionale alla struttura corporea, armonizzare. Non tutti i modelli che ci offre il mondo dello spettacolo sono validi esempi da invidiare. Fioriscono le battute quando un seno donata a prima vista la sua origine chirurgica, la mia “falsità”.
Nell’immaginario di molte donne, a cui la natura ha donato seni piccoli o ha tolto loro consistenza e tonicità, esiste, quasi per recuperare il desiderio di averli molto grandi, debordanti. È un errore l’aspetto naturale non collima con l’opulenza mammaria, bensì deriva semmai da corretti equilibri di forma e struttura .
Un eccessivo aumento di volume rende rigido il seno, statico, resta appiccicato, quando il corpo è in posizione supina.
È il chirurgo plastico che con la sua perizia ottiene i corretti equilibri nella forma e nella struttura utilizzando le protesi più idonee. Se l’aumento deve essere necessariamente abbondante( casi di seno molto sottodimensionato), si deve ricorrere alle protesi denominate anche (“a goccia”), concepite per riempire la mammella nella sua parte interna più centrale e inferiore.
Affinchè un seno corretto abbia un aspetto il più possibile naturale, non vanno trascurate le cicatrici, che devono essere piccole, sottili e nascoste.
Viene privilegiato l’esecuzione periareolare, caso in cui si vede la poca visibilità della cicatrice al contrasto cromatico tra areola e pelle confinante.
In effetti le cicatrici meno evidenti sono quelle ascellari, ma non sono sempre applicabili i risultati alternati( difficoltoso l’inserimento delle protesi “a goccia”).
Risultano invisibili le cicatrici da incisioni affermate nella mancata piega posto al di sotto della mammella. È il caso più agevole per la collocazione della protesi cosiddetta anatomiche.
I consigli dei chirurghi che collaborano con Dermo Medical:
- Per fare bella mostra di un seno tonico, turgido e naturale corretto con la mastoplastica additiva, è dunque fondamentale ricordare ancora che la conformazione del seno deve esserci proporzione alla propria struttura corporea, tale da armonizzare con essa. Un amumento eccessivo di volume crea una “stonatura” estetica soprattutto con gli abiti e nell’intimità.
- è bene richiedere al chirurgo una documentazione fotografica dei risultati da lui ottenuti, non da “clonare”, ma per capire se il suo senso estetico può essere condivisibile.
- se la pelle è tonica non vi sono controindicazioni per una protesi anche di grande formato.
- se il derma è atonico, è preferibile una protesi di medie dimensioni.
- se la mammella è povera di tessuto mammario e rilassata, si deve optare per una protesi di formato ridotto.
Le aspettative delle clienti a sottoporsi alla mastoplastica additiva.
(Idagine di 5.000 mila donne)
Perché hai deciso di farti rimodellare il seno dal chirurgo?
91% per poter essere più bella a corpo nudo.
84% per un migliore aspetto indossando gli abiti
83% perché desideravo un seno più grande
81% per sentirmi meglio con me stessa
79% perché volevo maggiore sicurezza nei rapporti con gli altri
L’intervento per l’ingrandimento del seno ha effettivamente migliorato la qualità delle tua vita?
93% SI’, raccomando l’intervento anche a familiari ed amiche
92% SI’, sono felice per mia scelta e lo rifarei
92% SI’, ho riscontrato un miglioramento generale del mio aspetto e nei rapporti con gli altri
88% SI’, la procedura corrisponde alle aspettative che mi ero fatta
82% SI’, ho notato anche di sentirmi molto più sicura di me stessa
Concludendo
Come si evince da quanto fin qui argomentato, giocano un ruolo fondamentale sia la struttura dei tessuti presenti là dove si vuole intervenire, sia le aspettative di miglioramento del proprio aspetto. Da qui la scelta del tipo di intervento protesico, fase in cui deve intervenire il chirurgo con l’apporto di tutto il proprio Know-now in merito.
La tecnologia si è molto evoluta, tanto che oggi esistono tipi di protesi differenziate dal profilo, più o meno fatto o arrotondato nella parte superiore. Sono tali da rendere il seno quasi naturale, sia alla vista che al tatto. La qualità di queste protesi contribuisce anche al miglioramento dell’intervento in funzione della loro collocazione all’interno della mammella, senza il rischio di fuoriuscita di micro particelle e con cicatrici pressoché invisibili.
Una risposta alle domande più ricorrenti:
Il silicone presente è dannoso per la salute?
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No, si tratta soltanto di pregiudizi. Sono dicerie non motivate, nate da casi non significativi legati a protesi di vecchia concezione, di gran lungo superate grazie alla più recenti tecnologie. Studi effettuati in paesi del mondo dimostrano che le protesi mammarie di ultima generazione non sono connesse al rischio di tumori al seno. Chi ne soffre è addirittura, nella fase centrale della malattia, più controllata, a tutto benefico delle terapie in atto.
Si dice che l’intervento di mastoplastica additiva sia pericoloso. È vero?
L’operazione avviene in anestesia locale, il dolore post-intervento è di lieve entità, ben sopportato e permane solo per pochi giorni.
Le protesi sono di breve durata?
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No, hanno durata praticamente illimitata. Semmai passati 10-16 anni a causa di un cambiamento della naturale forma del seno, che con l’età cambierebbe in ogni modo, potrebbe essere richiesto un rimodellamento. In questo caso si potrebbe eventualmente sostituire la protesi. Anche passati più di 30 anni dall’intervento, si riscontra in molte donne la piena soddisfazione.
Esistono problemi di allattamento conessi con la mastoplastica additiva?
Ma il seno, col tempo perde di volume?
Un seno corretto chirurgicamente è riconoscibile al tatto per consistenza e bassa temperatura?
L’intervento è sempre duplice?
La caratteristica fisica più associata all’idea di femminilità è sicuramente il seno. Ogni donna pone sempre una particolare attenzione a questo suo attributo e connotato di identità, e ne segue l’evoluzione nel corso della vita; lo sviluppo del seno indica chiaramente che non si è più bambine, se ciò non succede adeguatamente, oppure se avviene in ritardo, può essere vissuto come una grave inferiorità. Un seno pieno sodo si associa all’idea di giovinezza e salute, ed esercita sempre una forte attrazione.
L’obbiettivo della mastoplastica additiva è donare plasticità e volume al seno, attraverso l’inserimento di una protesi mammaria di ultima generazione, in silicone, materiale sicuro e dalla consistenza molto naturale. Oggi dopo anni di ricerche e di test di sicurezza su milioni di donne, c’è l’assoluta certezza dell’innocuità e della qualità del risultato estetico delle protesi in gel di silicone. La durata dell’impianto mammario è da considerarsi permanente. Il seno mantiene intatta la sua naturale anatomia e come tale potrebbe cambiare nel tempo, facendo si che la cliente stessa, circa 10-15 anni dopo l’intervento, richieda un rimodellamento del seno, con eventuale cambio di protesi.
Esistono tuttavia molte clienti soddisfatte del loro risultato anche dopo 30 anni dal primo intervento. I nuovi profili degli impianti garantiscono un risultato naturale, per forma e consistenza, rendendo del tutto insospettabile la presenza di una protesi. Le cicatrici dell’intervento sono pressoché invisibili, dipendendo, per posizione e dimensioni, dalla tecnica chirurgica utilizzata. L’intervento non altera l’integrità della ghiandola mammaria, e quindi le possibilità di allattamento, in caso di gravidanza.
I risultati sempre più naturali, grazie a tecniche sempre più sofisticate ed a protesi mammarie più evolute, soddisfano sempre un maggior numero di donne al mondo. Questa procedura è richiesta da donne che hanno il seno poco sviluppato ( ipotrofia mammaria) o da donne che, avendo allattato o essendo dimagrite, lo hanno svuotato e/o leggermente cadente (ptosi mammaria).
Quando operarsi
In caso di:
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Sensazione di avere seni troppo piccoli
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Sensazione di disagio, perché i vestiti della taglia adeguata sono spesso larghi al seno
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Un seno dal volume molto diverso dall’altro
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Riduzione del volume o tonicità dopo perdite di peso/figli.
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Svuotamento accompagnato da un lieve rilassamento.
L’intervento di ingrandimento del seno può essere tranquillamente abbinato ad una correzione delle asimmetrie tra una mammella e l’altra.
IDONEITA’ PER ETA’
La procedura è possibile dopo che è avvenuta la normale maturazione fisica; sono quindi da valutare, caso per caso le adolescenti ,mentre in generale, non si hanno controindicazioni a partire dai 18/20 anni
IL PERIODO PER OPERARSI
La mastoplastica additiva può essere eseguita in qualsiasi periodo dell’anno, si preferisce però evitare i mesi centrali dell’estate (Luglio e Agosto): il caldo, infatti, favorisce l’edema (gonfiore) e rende scomodo il reggiseno elastico che va portato, dopo l’intervento.
TEMPO RICHIESTO PER L’INTERVENTO
L’intervento di ingrandimento del seno, con le moderne tecniche, ha una durata molto contenuta,circa 30-40 minuti. Tenuto conto delle formalità burocratiche, i tempi dell’anestesia e un tranquillo controllo post – operatorio suggeriamo una permanenza in clinica di 3 -4 ore. Regime di day ospital.
LE TECNICHE
Le moderne tecniche consentono di praticare la chirurgia della mammella, in tutta sicurezza, sfruttando diverse tecniche di posizionamento delle protesi, normalmente , attraverso un’unica , piccola, incisione nella piega sottomammaria, oppure, lungo il bordo inferiore dell’areola, o sotto le ascelle .
Il posizionamento delle protesi differisce a seconda di alcune variabili, come le caratteristiche fisiche e cutanee della cliente e il risultato desiderato.
Le incisioni, non rilevanti dal punto di vista estetico, vengono praticate in riferimento al posizionamentodell’impianto:
Sede retromammaria o posizionamento sottoghiandolare
La protesi viene inserita dietro il tessuto mammario, quando vi è adeguato spessore dello stesso. Se la protesi viene inserita sopra il muscolo, ci sarà un maggior controllo nei confronti della forma e del riempimento.
VANTAGGI
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Controllo ottimale della forma della mammella
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Assenza di variazioni di forma della mammella durante la contrazione del muscolo pettorale
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Controllo ottimale della posizione del solco sottomammario e della sua forma
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Decorso operatorio più rapido.
POSSIBILI SVANTAGGI
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Rischio aumentato di visibilità o palpabilità dei margini della protesi (in clienti con pelle sottile e/o che desiderino protesi di grosse dimensioni)
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Mammografie leggermente più difficili da eseguire (possibile necessità di effettuare più lastre in diverse posizioni).
Sede retromuscolare o posizionamento sottomuscolare
La protesi viene inserita dietro al grande pettorale (questa tecnica viene frequentemente utilizzata quando il tessuto mammario e sottocutaneo sono di spessore molto ridotto. Il posizionamento retromuscolare in questi casi rende l’aspetto delle protesi molto più naturali evitando di rendere visibili i margini della protesi sul decollete’).
VANTAGGI
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Rischio ridotto di visibilità o palpabilità dei margini della protesi
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Raccomandabile nei clienti con pelle molto sottile
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Mammografie più semplici rispetto al posizionamento sottoghiandolare
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Possibilità di una ridotta incidenza di contrattura capsulare
SVANTAGGI
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Minore controllo della forma della mammella (in particolare della porzione superiore interna)
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Variazioni della forma della mammella durante le contrazioni del muscolo pettorale
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Spostamento laterale della protesi con il tempo ed allargamento dello spazio tra le mammelle.
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Decorso post-operatorio più lungo.
Un apprezzabile ingrandimento del seno deve tenere conto di 4 fattori principali:
Lo stesso tipo di impianto inserito in soggetti diversi non produrrà mai lo stesso risultato.
L’ingrandimento del seno deve essere proporzionato alla silhouette della cliente ed a ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Come è intuibile,non esiste posizionamento perfetto ed indicato per tutte le clienti; un chirurgo estetico esperto è in grado di adattare la tecnica alle specifiche necessità del caso, illustrandone adeguatamente vantaggi e svantaggi.
La procedura, rispettando la naturale anatomia della mammella, non altera l’integrità della ghiandola,e quindi le possibilità di allattamento.
La priorità è rivolta alla realizzazione di un seno “naturale”:ogni donna ha caratteristiche fisiche e tissutali diverse, così come differenti sono le aspettative di ciascuna. La scelta della protesi, come la tecnica chirurgica vanno valutate quindi attentamente, perché un seno valutato e realizzato “su misura”è, senza alcun dubbio, un seno più bello e dall’aspetto naturale.
-Un’unica cicatrice periareolare(sempre invisibile per il cambiamento di colore tra pelle ed areola del capezzolo) o nascosta lungo il solco sottomammario,laddove questo sia particolarmente pronunciato.
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Intervento rapido (30-40 minuti), in anestesia locale e sedazione , senza ricovero
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Convalescenza più rapida e agevole
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Costi competitivi.
Prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, il risultato chirurgico viene accuratamente programmato, rilevando le caratteristiche del seno (forma, volume, qualità della pelle, proporzione del capezzolo e dell’areola…), nonché aspettative e motivazioni della cliente ( meglio evitare quindi di richiedere al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la dimensione della protesi e più sottili i tessuti della cliente, meno naturale sarà il risultato estetico che si può ottenere dall’intervento). In particolare, si considerano accuratamente:
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Distanza tra capezzolo e capezzolo.
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Distanza tra capezzolo e fossetta giugulare.
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Distanza tra solco mammario e mammella.
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Distanza tra capezzolo e solco sottomammario.
Si valuta la proiezione che ha precisi rapporti con la base, non dovendone mai superare il terzo in altezza; inoltre, è sempre necessario prendere in considerazioni le ptosi, cioè il grado di caduta in senso gravitazionale della mammella. Quindi si provvede a prove “simulate” di campioni delle varie soluzioni protesiche.
Guarigione
Medicazione moderatamente compressiva per 24 ore. Rimozione delle suture dopo 7-14 giorni.
Lieve gonfiore ed ematomi per 1-2 settimane, con eventuale dolore al petto ed ai movimenti delle braccia. Reggiseno contenitivo individualizzato per 1 mese.
La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti. La popolarità su giornali e televisioni e la sua diffusione nel mondo dello spettacolo ne hanno fatto un fenomeno di costume rendendo ormai note a tutti espressioni come seno rifatto, seni al silicone, donne siliconate, ecc…
Ma un seno operato è sempre così evidente da essere additato come finto?
Come fare ad avere un bel decolleté senza essere etichettate come maggiorate o rifatte?
I suggerimenti possibili sono vari ma uno è particolarmente importante e riguarda le dimensioni: un eccessivo aumento di volume produce inevitabilmente un effetto poco naturale.
Se le protesi sono di grandi dimensioni, il seno risalterà poco mobile quando siete sdraiate, sembrerà un po’ appiccicato e quindi finto. L’aumento moderato e proporzionato al fisico, invece, darà un effetto più naturale e armonico.
Un altro fattore che può far invidiare facilmente il seno operato è la presenza di un rigonfiamento nel polo superiore, anche se non si usano reggiseni tipo push up o simili. Questo effetto, che si osserva raramente nel seno naturale, è causato dalla sporgenza delle protesi nella parte superiore.
COME EVITARLO?
Se l’aumento del seno desiderato non è eccessivo, tutto è affidato all’abilità tecnica del chirurgo. Se è necessario un aumento più consistente o il seno è piccolo in partenza, è molto importante che il chirurgo usi le protesi cosiddette anatomiche o a goccia. Questi impianti sono disegnati in modo da concentrare la maggior parte del volume e della proiezione al centro e inferiormente, lasciando al di sopra dell’areola un profilo meno bombato e più naturale.
E LE CICATRICI?
Le meno visibili sono quelle ascellari ( per ovvie ragioni), ma i nostri chirurghi di riferimento sconsigliano vivamente questa tecnica di incisione: questa via rende difficile l’inserimento delle protesi anatomiche ed è preferibile per aumenti moderati che si possono ottenere con le protesi rotonde.
Con l’incisone nel bordo dell’areola mammaria si possono avere ottimi risultati e cicatrici poco visibili nella maggior parte dei casi , soprattutto se c’è una marcata differenza di colore tra areola e tessuto circostante. Infine, l’accesso sottomammario, se il chirurgo è bravo a posizionare la cicatrice esattamente nel solco, produce cicatrici invisibili, particolarmente se si ha la pelle chiara. Questa via è la maggiore per inserire le protesi anatomiche, senza neanche sfiorare la ghiandola mammaria.
Per concludere,quali sono i suggerimenti pratici da seguire per avere un bel seno pieno , sodo e naturale, e non rischiare che amiche o vicine di ombrellone sospettino e sparlino di voi come delle siliconate?
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Non pretendete un aumento di volume eccessivo rispetto alla vostra situazione di partenza a meno che non abbiate difficoltà ad ammettere di avere un seno rifatto.
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Il seno deve essere in armonia col vostro corpo .E’ possibile che un bel seno , in perfetta armonia sul corpo nudo, non sia evidente quando siete vestite. Per contro, il seno voluminoso sotto i vestiti può essere eccessivo e poco naturale nell’intimità.
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Quando consultate un chirurgo plastico, chiedetegli di mostrarvi le foto dei suoi risultati. Non cercate necessariamente un caso uguale al vostro ma osservate i suoi lavori facendoveli illustrare in modo da capire se ha un gusto estetico a voi congeniale.
Dal punto di vista medico, in caso di:
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Cute sottile e tessuto mammario minimo,consigliamo protesi di medie dimensioni,in modo da non causare un eccessivo stiramento della pelle.
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Seno svuotato e rilassato,tessuto mammario minimo,consigliamo un’impianto più stretto rispetto al tessuto
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Cute tesa e tessuto mammario moderato, vi è libera scelta di protesi anche di grandi dimensioni, in quanto il tessuto mammario è sufficiente a coprirle adeguatamente.
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Cute molto rilassata e tessuto mammario moderato, consigliamo una protesi non troppo grande,perché, date le caratteristiche costituzionali, la cute non sopporterebbe adeguatamente il peso della protesi.
Gli impianti protesici di ultima generazione
Il ricorso ad un tipo di protesi, piuttosto che ad un’altra, è legata al tipo di seno e di tessuti che si hanno, ed alle aspettative di cambiamento che si vogliono vedere con l’intervento di mastoplastica.
In questo caso, risulta fondamentale la specializzazione del chirurgo negli interventi di Mastoplastica, per la sensibilità e l’esperienza, maturata su centinaia di casi concreti.
La differenza tra un impianto ed un altro, innanzitutto, sta nelle caratteristiche del profilo: le protesi “Low profile” sono più piatte , mentre quelle “high profile” sviluppano rotondità verso l’alto, e sono particolarmente indicate nel caso di un insufficiente sviluppo della ghiandola mammaria. Gli impianti mammari di ultima generazione consentono un’ottimale resa estetica e sembrano naturali anche al tatto, e in particolare con gli impianti di III° generazione (involucro spesso e superficie testurizzata) al gel coesivo di silicone.
Ulteriore miglioramento è stato raggiunto anche per quanto riguarda le tecniche di posizionamento ( nei primi interventi veniva fatta un’incisione assai più onerosa per la cliente, come cicatrice, sulla faccia anteriore della mammella. Oggi, grazie all’elevata qualità delle protesi di ultima generazione dotate di grandissima resistenza e maneggevolezza , si è arrivati a tecniche, rapidissime e sicure, con cicatrici pressoché invisibili).
Domande frequenti:
Verità e pregiudizi sul più comune intervento femminile.
- È vero che le protesi che contengono gel di silicone sono pericolose per la salute?
Assolutamente falso! Gran parte dei pregiudizi in merito ai rischi delle protesi, riguardano leggende metropolitane ed episodi isolati, relativi agli impianti di generazione. Le protesi hanno una durata di tempo illimitata e sono coperte da garanzia. L’intervento di ingrandimento del seno è uno degli interventi più rapidi e sicuri, con il maggior numero di successi; l’intervento, peraltro, non altera assolutamente le funzioni della ghiandola mammaria, non compromette quindi l’allattamento, in caso di gravidanza.
Grazie alle nuove tecniche di anestesia locale con sedazione, e proprio per l’utilizzo di anestetici locali nella zona trattata, il dolore post-operatorio è generalmente modesto e molto ben tollerato: la maggior parte delle clienti riferisce di una situazione di tensione a livello della regione pettorale, che scompare spontaneamente dopo qualche giorno.
Nonostante ci sia stato molto clamore a proposito dell’argomento, studi effettuati in diversi Paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie di ultima generazione non aumentano il rischio di tumore alla mammella. Peraltro, come effetto secondario, si registra che, nel caso di tumore mammario, le clienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale più curabile, e questo perché sottoposte ad attenzioni e controlli più frequenti rispetto ad altre donne.
Assolutamente falso! La durata dell’impianto mammario è da considerarsi permanente. Il seno mantiene intatta la sua naturale anatomia e come tale potrebbe cambiare nel tempo, facendo si che spesso la cliente stessa, circa 10-15 anni dopo l’intervento richieda un rimodellamento del seno stesso con eventuale cambio di protesi. Esistono tuttavia molte clienti soddisfatte del loro risultato anche dopo 30 anni dal loro primo intervento. Gran parte dei pregiudizi in merito ai rischi delle protesi, riguardano leggende metropolitane ed episodi isolati, relativi agli impianti di generazione precedente. Le protesi hanno una durata di tempo illimitata e sono coperte da garanzia. I rari casi di sostituzione, oltre a riferirsi in generale a protesi in silicone, e non al gel di silicone, come quelle da noi comunemente utilizzate, potrebbero essere stati determinati dalla capsula fibrosa che creava fastidi, o perché si rivelava antiestetica.
Certamente, la protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria, proprio per non interferire con lo sviluppo, durante la gravidanza. Si può quindi continuare ad allattare normalmente e , qualora si riscontrassero problemi nell’allattamento le cause non saranno da ricercare nell’intervento di mastoplastica additiva, ma saranno di origine diversa ( es. ormonale).
Vero, diversamente d’un seno naturale, le protesi mammarie non subiscono variazioni in seguito a gravidanze e dimagrimento, quindi, il maggior volume ottenuto grazie all’intervento permane invariato nel tempo.
Se il volume del seno è in gran parte dovuto alla protesi, il rischio di caduta è decisamente minore ed il volume rimane invariato.
Il gel di silicone non può in alcun modo risentire di alcun tipo di variazione di pressione. Le protesi sono tesate in condizione estreme. L’episodio al quale si fa riferimento raccontava di protesi scoppiate in aereo; sebbene leggenda metropolitana, in realtà si trattò semplicemente, di uno sgonfiamento di protesi contenente aria: un incidente causato dalla perdita di tenuta della valvola di chiusura (oggi in disuso).
- E’ vero che un seno rifatto si riconosce sempre al tatto?
Oggi, con gli impianti protesici di ultima generazione, in particolare al silicone testurizzato, si assicura notevole naturalezza anche al tatto.
Le due mammelle sono indipendenti e possono essere operate singolarmente, o in maniera diversa tra di loro, quando è necessario correggere asimmetria, differenza di forma e volume.
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