Il prefisso rino- significa naso (dal greco).
la rinoplastica si pone appunto come obiettivo la correzione degli inestetismi del naso e il miglioramento della respirazione.
Chiamata anche rinosettoplastica, è una procedura chirurgica volta a modellare il naso, correggendone i difetti, affinché armonizzi con tratti somatici del viso, senza eccedere nel cambiamento. La linea del profilo  che dovrà risultare viene attentamente studiata in rapporto agli elementi che caratterizzano il volto, quindi ad-hoc. La nuova forma del naso si ottiene agendo sullo scheletro cartilagineo ed osseo, riducendolo o riplasmandolo, all’interno delle narici. Pertanto non restano cicatrici evidenti. Basteranno 2 settimane e gli ematomi, già poco visibili, verranno riassorbiti e sarà possibile riprendere la propria vita di relazioni. La tecnica di oggi è poco invasiva e senza provocare fuoriuscita di sangue.
La rinoplastica, pur intervenendo soltanto nel naso, è in grado di riequilibrare tutta la fisionomia facciale. Il beneficio è avvertito anche a livello psicologico, poiché viene eliminato un inestetismo evidente, spesso lesivo della propria autostima. Ma il fine della rinoplastica può andare oltre il miglioramento permanente estetico. Esiste infatti anche un aspetto funzionale, legato alla respirazione, quando non sia corretta, e al fenomeno del “russare”. In questi casi esistono varianti specifiche della rinoplastica: la settoplastica, quando trattasi di deviazione del setto nasale, o la rinoplastica ricostruttiva , a fronte di traumi.
Per intervenire con la rinoplastica estetica, è necessario che lo sviluppo osseo del naso sia completato, quindi il soggetto dovrà avere minimo 18 anni di età.
Come si presenta la situazione laddove sia indicato di operarsi? Queste le casistiche:
-naso gibboso, “aquilino”, storto (visto di profilo);
-naso di eccessive dimensioni;
-naso molto pronunciato e lungo (visto di fronte);
-punta del naso grossa (a “palla”), larga, schiacciata o camusa, troppo carnosa;
-punta del naso tendente verso il basso o prominente;
-narici molto grandi e rigonfie;
-setto deviato;
-columella storta o prominente;
-columella troppo unita la labbro superiore (corto);
-ripetizione dell’intervento per mancata soddisfazione da altri precedenti.

L’operazione avviene in regime di anestesia locale con sedazione, ed ha una durata variabile tra i 60 e i 90 minuti. Degenza di circa 6 ore in day hospital.

COME SI PROCEDE TECNICAMENTE
Oggi, l’intervento è molto meno doloroso che in passato. Il paziente, dopo un approfondito briefing col chirurgo, può optare per la tecnica, fra le varie in essere, ritenuta più confacente alla soluzione del proprio caso.
Di solito le incisioni si effettuano all’interno del naso (rinoplastica chiusa), per cui non restano cicatrici visibili. Così come sono piccolissime e praticamente invisibili le cicatrici qualora si interviene per rimodellare le narici o si tratti di una rinoplastica aperta. Quest’ ultima procedura chirurgica , piuttosto complessa, permette di operare con elevato livello di precisione grazie alla modifica delle strutture nasali che avviene sotto controllo visivo. E’ il chirurgo che decide se adottare la rinoplastica chiusa o aperta in funzione anche del tipo di risultato correttivo si vuole ottenere.
Se il naso è gibboso, adunco (“aquilino”) o storto (visto di profilo), l’inestetismo si procede con un’incisione tra le due cartilagini, quella triangolare e quella alare, per poi scollare il dorso e asportare la cartilagine in eccesso e le eventuali protuberanze del tessuto osseo.
Se l’inestetismo è dovuto alla punta del naso in quanto molto larga o prominente, si interviene sulla cartilagine alare, recidendola o asportandone la parte che eccede.
Il metodo della rinoplastica aperta con stabilizzazione delle cartilagini mediante piccoli punti riassorbibili è particolarmente indicato per risolvere questo inestetismo. Soprattutto se le narici sono larghe e tondeggianti.
Se la columella ( il tratto angolare che collega la base del naso all’area perilabiale superiore) è prominente, si rimuove una porzione del setto membranoso.
In  caso di problemi respiratori originati da deviazione del setto nasale, o per ingrossamento dei turbinati, si interviene con la settoplastica separata o abbinata alla turbinectomia (rimozione o ridimensionamento dei turbinati).


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